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Dietologia. La rivincita della carne bianca

Le Proteine, sono i costituenti fondamentali dei tessuti vegetali ed animali. Grazie alla loro composizione chimica ricca di azoto, rivestono un ruolo di primaria importanza anche nell’uomo. Un organismo normale ne perde continuamente durante il giorno, sottoforma di cellule epiteliali morte, di cellule morte dell’intestino, di urina, di feci, ecc.
L’atleta, che si allena regolarmente, ha necessità superiori di proteine. Esse, partecipino sia alle normali operazioni di Turn over, sia all’accrescimento muscolare.
 
Una dieta bilanciata, appositamente calibrata a sopperire le necessità individuali, contenente le giuste quantità di glucidi, lipidi, protidi, fibre, vitamine e sali minerali, rende spesso non necessario l’utilizzo di supplementi alimentari anche nello sportivo.
 
A tal proposito, ricordiamo che, i composti proteici di origine animale sono più assimilabili e biodisponibili dall’organismo rispetto quelli di origine vegetale ed il loro spettro aminoacidico è completo.
 
Oltre alle normali carni bovine e suine, da qualche tempo, anche le carni bianche (ad esempio di pollo e di tacchino), sono entrate a far parte della dieta dello sportivo in modo importante.
 
Ovviamente, l’impennata nei consumi di questi alimenti, si è registrata in occasione del fenomeno di “mucca pazza”, ma, sulle proprietà nutritive delle carni avicole, non c’è mai stato alcun dubbio.
I motivi che devono spingere il consumatore anche non sportivo di professione, a preferirle rispetto ad esempio le carni bovine possono essere diversi:
 
L’apporto energetico va dalle 107kcal ogni cento grammi della fesa di tacchino alle 195kcal della gallina.
 
La digeribilità è ottima, soprattutto se l’animale è privato della pelle, in quanto il contenuto di grassi è modesto e le fibre muscolari sono molto fini. Se ad esempio confrontiamo il loro diametro con quello di altri animali, notiamo che le fibre della carne bianca sono di gran lunga più sottili (45-48 micron contro i 73-75 dei bovini e gli oltre 90 dei suini).
 
Anche il contenuto di proteine ad alto valore biologico è più che abbondante, i valori oscillano dai 18,5gr ogni cento grammi della coscia di pollo ai 24gr della fesa di tacchino oppure ai 21,4gr dell’anatra  ed i 23,3gr del petto di pollo. Per contro, la famosa bistecca di maiale non va le oltre 21,3gr ogni cento grammi di alimento o le 21,4gr della fettina di vitellone.
 
Sono molto ricche di Ferro (presente in forma “eme”, cioè facilmente biodisponibile ed assimilabile) e di Zinco, anche se in misura inferiore al contenuto delle carni rosse.
Superiore invece la presenza di Fosforo, Potassio, Rame, Magnesio e Manganese.
 
Ricchi di Niacina (Vitamina B3 o PP), fondamentale per il buon funzionamento del metabolismo umano.
Vi sono anche delle discrete quantità di Vitamine B1, B2, B12.
 
Le carni bianche insomma sono da considerarsi come l’apporto ottimale per la dieta dello sportivo, a cui deve essere proposta anche tutti i giorni, ma anche del individuo sedentario, in quanto non esistono particolari controindicazioni, specie per pollo e tacchino.
Possono stare tranquilli i soggetti Ipertesi, perché le carni bianche sono povere di sodio ed il basso contenuto di grassi saturi e colesterolo, le rende idonee anche ai soggetti con ipercolesterolemia accentuata.
 
Altro motivo d’interesse, è che le importazioni In Italia sono praticamente inesistenti. Il ciclo produttivo è integrato verticalmente. Le aziende che commercializzano le carni, nella maggioranza possiedono propri allevamenti ed incubatoi. Producono mangimi e sono proprietarie dei macelli e dei laboratori per la trasformazione delle carni.


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