In tanti, alla presenza di pietanze sconosciute di lontanissima provenienza esotica, si lasciano vincere dalla tentazione di nuove esperienze ed assaggiano, senza problemi, tutto ciò che è loro offerto. La maggioranza supererà lesperienza senza troppi inconvenienti, ma, per alcuni, la novità culinaria, potrebbe essere la causa di spiacevoli effetti collaterali.
È bene sapere che, stomaco ed intestino, rappresentano la più vasta area corporea di contatto con sostanze provenienti dall'esterno. Tutta la struttura del nostro canale digestivo è organizzata per ridurre ad entità piccolissime i diversi cibi e bevande che introduciamo e in questo lavoro, capita che siano isolati elementi "stranieri", non riconosciuti (singole molecole, batteri, aggregati di sostanze
) che possono scatenare una reazione di difesa più o meno lieve (e più o meno avvertita!).
Come il nostro sistema immunitario si scaglia a volte, in maniera del tutto sproporzionata, contro il polline inalato di una pianta, così capita che alcuni di noi siano particolarmente sensibili all'ingestione di alcuni cibi esotici. In qualche caso, i fastidi si limitano a un po' di gonfiore intestinale, a un po' di prurito. In altri, sì sconfina in sintomi simili a quelli delle intolleranze alimentari o delle vere e proprie allergie.
Le reazioni all'ingestione, di sostanze esotiche sono sempre più frequenti nei bambini, nei quali è ancora immaturo lo sviluppo del sistema digerente.
I problemi più frequenti per noi Italiani, sono legati a quei prodotti introdotti in modo diffuso negli ultimi venti anni nella nostra alimentazione. In particolare, occorre prestare attenzione alla soia ed ai suoi derivati, ai kiwi ed a certi tipi di frutta secca come gli anacardi e le arachidi (e l'olio da essi derivato), a certi crostacei dei mari esotici, così come a spezie e aromi inediti.
l disturbi sono difficili da collegare all'ingestione degli alimenti esotici, anche perché capita che la prima volta siano consumati senza problemi e che solo in seguito comincino a determinare reazioni sgradite, proprio perché il sistema immunitario impara a riconoscere come stranieri e ostili.
Che fare dunque? Censurare la curiosità in campo gastronomico? Non è necessario. Soprattutto perché non è detto che proprio noi siamo tra le persone ipersensibili verso quel tipo di alimento. In secondo luogo, è possibile che la reazione dopo un certo periodo scompaia e non si manifesti più. Vale sempre la pena però di introdurre nuovi alimenti con gradualità nella nostra dieta, stando a vedere in che modo reagiamo.
Ma va anche detto che esiste un modo per ridurre o annullare le eventuali reazioni sgradite. Si tratta di un antidoto facile da trovare: un elevato consumo di verdura, frutta e legumi nostrani, presenti da secoli nella "memoria alimentare" del nostro organismo sembra modulare in modo positivo il contatto delle cellule dell'apparato digestivo con le sostanze esotiche. Grazie ai volumi che sviluppano, all'acqua, alle fibre, alle vitamine ed ai minerali che apportano, verdura, frutta e legumi rappresentano, da una parte, una sorta di spugna (fa sì che alcune componenti dei cibi arrivino in modo più graduale al cospetto delle difese immunitarie) e dall'altra è come se mettessero la maschera ai cibi esotici, così da renderli meno riconoscibili come estranei.
Le insidie della tradizione. Non è necessario mangiare alimenti esotici per subire reazioni di tipo allergico. Anche cibi tradizionali come fragole, pesche e castagne, mele e pere possono in alcune persone predisposte scatenare qualche disturbo. In particolare, si è scoperto che chi è allergico a un tipo di polline tende a sviluppare, limitatamente al periodo della fioritura, una particolare sensibilità ad alcuni cibi. Ecco quali.
Graminacee: frumento, pomodoro, kiwi, agrumi, melone, anguria, pesca, ciliegia, albicocca, prugna, mandorla.
Parietaria: basilico, ortica, melone, ciliegia, gelso.
Composite: cicoria, tarassaco, camomilla, banana, castagna, sedano, prezzemolo, carota, finocchio, pepe verde, olio di girasole, margarina, miele.
Betullacee: mela, pera, nespola, pesca, ciliegia, albicocca, prugna, mandorla, lampone, fragola, frutta secca, kiwi,
sedano, prezzemolo, carota, finocchio.